Guerra di emendamenti nel Pd

La nuova capogruppo del Pd in commissione Igiene e Sanità del Senato, Dorina Bianchi, che ha da poco sostituito in quell’incarico Ignazio Marino, non ha firmato l’emendamento del suo partito.
24 FEB 09
Ultimo aggiornamento: 18:16 | 14 AGO 20
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La nuova capogruppo del Pd in commissione Igiene e Sanità del Senato, Dorina Bianchi, che ha da poco sostituito in quell’incarico Ignazio Marino, non ha firmato l’emendamento del suo partito nel quale si stabilisce che idratazione e alimentazione, sebbene considerati “sostegno vitale”, possano tuttavia essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, e quindi essere sospesi su richiesta esplicita del paziente contenuta nella dichiarazione. L’emendamento porta la firma della capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, oltre a quelle di Luigi Zanda, Nicola Latorre, Fiorenza Bassoli, Daniele Bosone, Franca Chiaromonte, Lionello Cosentino, Leopoldo Di Girolamo, Ignazio Marino e Donatella Poretti. E mentre il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si compiace della “positiva evoluzione nel Partito democratico a proposito del diritto all’alimentazione e all’idratazione, che costituisce il contenuto più rilevante della nuova regolazione sulla fine di vita all’esame del Parlamento”, il gesto della Bianchi è interpretato come il sintomo di una spaccatura nel Pd che non trova un punto di mediazione. Si candida tuttavia a essere tale un emendamento firmato da Francesco Rutelli, nel quale si stabilisce che l’ultima parola sul tema tocca al confronto tra medico curante e fiduciario, ma si ribadisce che alimentazione e idratazione “non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”.